L’ impermeabilità degli orologi

Cosa si intende quando si parla di impermeabilità degli orologi? Come si fa a capire cosa si può fare con un orologio al polso? Quando si parla di orologi il termine impermeabilità indica i componenti che non vengono raggiunti dall’ acqua.Orologi

Sono varie le tecniche che si utilizzano per impermeabilizzare un orologio, a seconda di quelle utilizzate si distinguono, poi, i gradi di atmosfere, quindi i metri di profondità di immersione possibili per un orologio. Un’atmosfera, ad esempio, corrisponde circa a 10m di profondità.

La prima cosa da fare, ovviamente, è quella di conoscere a fondo le caratteristiche del proprio orologio e, in particolare, la resistenza all’ acqua. Ogni orologio ha suoi particolari distintivi, esistono quelli sportivi creati apposta per l’utilizzo sotto l’acqua e altri che sono modelli prevalentemente utilizzati per l’estetica.

Tabella Impermeabilità

Anche gli orologi, definibili di design, hanno delle resistenze atmosferiche, ma è importante ricordare che i cinturini in pelle o i quadranti decorati con brillantini sono molto delicati, un utilizzo eccessivo o scorretto sotto l’acqua può causare dei danni all’ estetica e al meccanismo stesso dell’orologio.

L’ impermeabilità degli orologi

Quando, come e perché eseguire una revisione completa

Prima di valutare un intervento di revisione completa bisognerebbe capire l’effettiva necessità e soprattutto bisognerebbe comprendere ogni quanto sia necessario effettuarla. In merito esistono diverse scuole di pensiero: c’è chi dice che sia necessario ogni due, tre anni e c’è chi dice che, se l’orologio gira bene e senza ritardi o anticipi di particolare evidenza, si può effettuare una revisione della meccanica anche ogni dieci anni.

La verità assoluta non esiste, si può però precisare che l’intervento di revisione meccanica è consigliato in un gap temporale tra i tre ed i cinque anni in modo tale da garantire alla meccanica un lavoro senza sforzi e stress eccessivi dovuti alla scarsa lubrificazione dei ruotismi.

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Esiste anche la possibilità che l’orologio non venga utilizzato in un lungo periodo e che quindi gli olilubrificanti che vengono utilizzati si asciughino ancor più velocemente provocando un attrito tra le componenti in essere con conseguente danneggiamento delle stesse dove è necessaria la sostituzione delle componenti meccaniche. E’ da precisare che non è sempre necessario intervenire ad un ricondizionamento estetico della cassa in quanto l’orologio potrebbe essere in ottime condizioni estetiche tali da accennare al minimo le correzioni mantenendo le lucidature e le satinature originali senza la necessità di essere ritoccate.

Al contrario gli elementi che, a livello della cassa, sono senz’ altro da prendere in considerazione, soprattutto per un diver o un cronografo, sono molteplici: oltre alle guarnizioni del fondello è necessario sostituire l’eventuale guarnizione della corona, la guarnizione del vetro, dei pulsanti del cronografo per mantenere inalterate le caratteristiche di impermeabilità dell’orologio.

Consideriamo che l’intervento di revisione completo è atto a riportare a condizioni originali il segnatempo nella totalità delle sue caratteristiche e funzionalità garantendone il corretto e perfetto funzionamento

 

Quando, come e perché eseguire una revisione completa

Perchè comprare un orologio meccanico?

È facile giustificare il pagamento di una cifra esorbitante per un orologio meccanico quando si è appassionati di orologeria. Per coloro che invece non sono interessati, un acquisto del genere potrebbe sembrare una pazzia.

Sebbene non si possa negare che il collezionismo di orologi meccanici sia legato ad una certa sfrenatezza, si tratta di un passatempo molto più sensato di quanto si possa immaginare. Basti pensare alle radici lontane della sua tradizione, dell’artigianato e delle comunità di appassionati che ha creato.

Il livello di manodopera artigiana che c’è dietro un orologio raffinato non conosce eguali. A differenza di un modello che funziona a batteria, un orologio meccanico realizzato a mano è un intricato sistema composto da centinaia di pezzi. In alcune occasioni può essere addirittura paragonato ad un’opera d’arte.orologio meccanico

Non sono dunque giocattoli d’alta moda bensì eccezionali strumenti dotati di tecnologia all’ avanguardia, che richiedono anni di apprendimento e di pratica affinché funzionino correttamente e presentino un’estetica fantastica.

Gli orologi meccanici di alta qualità mantengono un valore costante nel tempo. Alcuni modelli possono diventare addirittura ancora più preziosi.

Sebbene i motivi che spingono i collezionisti ad appassionarsi di segnatempo meccanici possano sembrare complessi, il loro fascino è molto semplice da intuire. Se ancora non siete convinti, provate ad indossarne uno.

 

Perchè comprare un orologio meccanico?

Come funziona un orologio meccanico?

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Quando ci si avvicina al mondo degli orologi, in tantissimi si pongono una domanda che sembra banale ma non lo è affatto: “come funziona un orologio meccanico?”

La bellezza degli orologi risiede nei loro movimenti e nei loro complessi meccanismi.

E’ naturale essere curiosi e volerne sapere di più: attualmente di movimenti ne esistono davvero tantissimi, ma tra i più affascinanti c’è quello meccanico.

Per affermare che un orologio abbia un movimento puramente meccanico, la prima cosa da considerare è che abbia una carica a molla e un set d’ingranaggi interamente alimentati da mezzi meccanici.

Questa è ad esempio una delle prime differenze che si verifica invece con i movimenti al quarzo, che sfruttano la vibrazione di un cristallo di quarzo.

In un orologio meccanico, dunque, l’energia per il movimento degli ingranaggi è data dall’avvolgimento di una molla di carica. Oggigiorno, le maison orologiere hanno realizzato differenti tipologie di molle, e tra le più celebri c’è la Parachrom blu realizzata da Rolex.

La molla di carica consente all’orologio di funzionare, perché avvolgendosi e quindi comprimendosi, rilascia energia cinetica che permette il movimento degli ingranaggi.

Nei modelli più comuni, spesso montati negli orologi giapponesi, la molla di un movimento meccanico completamente carica, riesce in media a mantenere l’ora esatta per un minimo di 40 ore. Altri modelli più evoluti riescono a mantenere invece una carica anche per più tempo.

Di orologi meccanici ne esistono di diversi, ognuno è caratterizzato dalle sue articolazioni e dai suoi automatismi. Ad esempio, molto in auge sono i modelli automatici meccanici, che permettono l’attivazione della molla nel momento in cui il polso si muove, in modo da fornire all’orologio la giusta carica di energia per funzionare.

Altri modelli, invece, hanno un movimento meccanico manuale: questo prevede che la ricarica avvenga manualmente (carica a molla), mediante l’apposita corona che consente e regola il movimento meccanico dell’orologio. Infatti, quando si carica in modo manuale l’orologio, la molla viene tirata il più possibile, per garantire appunto il funzionamento del segnatempo per tutto il giorno.

Il movimento meccanico, dunque, si attiva grazie ad una decina di viti differenti, che si muovono tra circa 40 microelementi differenti come ruote, rubini, piatti e bilancieri. Tutte queste parti lavorano in armonia per garantire il funzionamento dell’orologio e soprattutto offrire un movimento preciso.

Probabilmente gli elementi più significativi di ogni movimento meccanico e che caratterizzano questo sistema, rappresentandone per così dire il cuore, sono i rubini.

In alcuni modelli è possibile leggere la denominazione inglese jewels (che significa gioielli), mentre in Italia si utilizza direttamente il nome del materiale tradizionalmente impiegato per la loro composizione. In epoca antica, infatti, si sceglievano veri e propri frammenti di rubini, presenti in quantità differenti a seconda delle caratteristiche dell’orologio e della casa produttrice.

I rubini sono la più alta varietà monocristallina dell’ossido di alluminio, e tra le loro caratteristiche principali ci sono la resistenza e un aspetto molto caratteristico: la loro superficie è liscia, e questo ha consentito anche in epoca antica di attutire l’attrito tra i componenti del movimento. Attualmente, in realtà, all’interno degli orologi si utilizzano per lo più materiali sintetici, ma il nome tradizionale resta invariato.

In generale, i rubini sono contenuti in un movimento in quantità variabile, ma non è solo il numero a definire la complessità del movimento, quanto piuttosto gli aspetti di forma e finitura.

Ma a che servono in pratica i rubini in un orologio? Le pietre assicurano la rotazione dei pignoni: bisogna infatti considerare che nel punto di fulcro della molla di carica sono presenti dei perni che si muovono costantemente. Senza i rubini, che sfruttano anche un sistema di lubrificazione costante, l’attrito tra l’acciaio delle ruote e quello delle viti del movimento rischierebbe di logorare le componenti.

Un orologio meccanico può arrivare ad avere una moltitudine d’ingranaggi: come è facile intuire, la loro quantità aumenta anche in base al numero di funzioni collegate al meccanismo e alla complessità stessa dell’orologio.

Ad esempio, uno dei meccanismi più complicati, ma allo stesso tempo anche più diffusi, negli orologi meccanici è quello dei fusi orari.

Dovendo indicare un orario differente da quello locale, per il fuso orario è necessario un funzionamento differente da quello basic dell’orologio, che viene impostato in genere dalla corona in alto a destra. La corona è collegata ad un albero con due ruote intermedie, che a loro volta comandano la ruota d’arresto dei fusi orari. Attraverso vari passaggi meccanici, l’effetto finale è quello che tutti conosciamo e possiamo vedere sul quadrante, ovvero l’ora che impostiamo come locale e quella del fuso che abbiamo scelto come riferimento.

Un altro meccanismo molto particolare è quello del calendario perpetuo: in genere disponibile solo per alcuni orologi di lusso, si tratta di un sistema che indica sempre in maniera precisa data, giorno, mese e anno senza necessità di correzioni manuali.

Esistono due movimenti meccanici differenti, uno automatico e l’altro manuale. Il movimento automatico meccanico è stato realizzato in epoca moderna, ed è andato prima ad affiancare e poi in molti casi a sostituire la “tecnologia” precedente, ovvero i movimenti meccanici manuali, che invece fino a un certo momento rappresentavano l’unica possibilità per gli orologiai.

Per caricare un orologio meccanico manuale è necessario che la molla si arrotoli completamente su se stessa, così da consentire di leggere l’orario preciso per un giorno o due a seconda delle capacità dell’orologio.

La piccola parte che consente l’avvolgimento della molla è la corda: si tratta di una componente per l’appunto di dimensioni ridotte, collegata alla corona, che consente attraverso il movimento di chiudere il più possibile la molla per ricaricare manualmente l’orologio.

Deriva proprio da questa tecnica l’antica espressione utilizzata anche in italiano per definire l’operazione di “caricare l’orologio”, ovvero “dare la corda all’orologio”. Anticamente, infatti, queste due frasi indicavano la stessa azione, anche se in senso concreto non c’è mai stata una corda vera e propria a tirare la molla.

In definitiva, gli orologi a corda sono modelli con un movimento meccanico manuale, che trovano spazio e declinazione ancora oggi soprattutto tra gli appassionati e gli amanti di oggetti o tecnologie “vintage”, anche anche se qualcuno tra i più “moderni” potrebbe non essere d’accordo e considerare noioso dover caricare ogni giorno l’orologio.

Come funziona un orologio meccanico?

Orologio meccanico: lo stupore che resiste alla routine della vita digitale.

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Come tutto ciò che è realmente affascinante, anche l’orologio meccanico ha le sue complicazioni che sono in grado di renderlo ancora più prezioso.
Un orologio meccanico è una molla raffinata, una spirale metallica accumula energia quando la corona è sotto tensione. Una serie d’ingranaggi sfrutta l’energia e fa muovere una ruota centrale, le cui oscillazioni fanno girare le lancette dell’orologio.

Quando gli ingranaggi cominciano a girare si possono aggiungere altre complicazioni, come le chiamano gli orologiai. La data, per esempio, si ottiene aggiungendo un meccanismo di riduzione degli ingranaggi che spinge il disco della data a ruotare ogni due giri completi della lancetta dell’ora. Un meccanismo simile può tracciare le fasi lunari. Uno più complesso, chiamato calendario perpetuo, può tenere conto dei mesi con meno di 31 giorni e degli anni bisestili. Più complicazioni ci sono, più aumenta la complessità, il costo, il valore e la spettacolarità meccanica.

Il produttore di orologi svizzero Vacheron Constantin ha realizzato un movimento meccanico con 23 complicazioni. Il meccanismo contiene 514 componenti ed è spesso meno di nove millimetri. Oltre al calendario perpetuo, può misurare tra le altre cose l’orbita ellittica della Terra, l’orbita solare, lo zodiaco, i solstizi e gli equinozi, i livelli delle maree, la posizione del sole, le stelle nel cielo dell’emisfero nord. Si chiama Les Cabinotiers Celestia Astronomical Grand Complication, è incastonato in oro 18 carati ed è in vendita alla cifra di un milione di dollari. Una cifra davvero considerevole se si pensa che un paio di app gratuite per smartphone svolgono lo stesso compito in modo più preciso.

Ma quest’orologio riesce in qualcosa che nessuna app può fare: stupisce attraverso la meccanica, combatte la dittatura dei computer.

Un orologio meccanico si impone e resiste alla vita digitale.

Le persone ormai controllano l’ora sullo smartphone. Il telefono è ormai un’appendice del corpo umano, talvolta anche ben accessoriato. Con l’arrivo degli smartwatch qualcuno ha pensato che si decidesse la fine degli orologi da polso e in effetti c’è stato un calo nelle vendite di orologi svizzeri di lusso, ma è vero anche che chi spende centinaia di dollari per uno smartwatch o uno smartphone non avrebbe comunque speso la stessa somma per un orologio prezioso.

In realtà però la rivoluzione degli smartwatch, che avrebbe dovuto far sparire gli orologi da polso, sembra invece stimolare un ritorno alla tradizione: il mercato degli orologi da polso, compresi quelli meccanici, non è mai stato così vivace.

Un orologio meccanico è uno dei pochi dispositivi utili e di design che non ha alcun legame con computer e con internet, con il mondo digital.
Chi indossa un orologio meccanico sente di essere ancora umano e la cura necessaria per farlo funzionare, seppure minima, lo rende un piacere simile al giardinaggio.

Per chi è abbastanza fortunato o folle da possedere molti orologi, il piccolo rituale della carica trasforma una collezione di orologi in un branco di piccoli cuccioli da coccolare. Gli istanti in cui si slaccia un orologio la notte o lo s’indossa al mattino restituisce agli uomini la naturalezza di certi gesti considerati ormai vintage.

A differenza dei dispositivi elettronici, gli orologi analogici ci spingono ad aprirci al mondo.

Orologio meccanico: lo stupore che resiste alla routine della vita digitale.